Progetto di diffusione di materiale informativo nelle discoteche, centri sociali, metropolitane e luoghi di aggregazione per la prevenzione dell'infezione da HIV/AIDS sessualmente trasmessa.

Ministero della Sanità: www.sanita.it

Presentazione e finalità

Il progetto di ricerca sulla "informazione/prevenzione" rivolto ai giovani frequentatori di discoteche si orienta sulla base delle linee di indirizzo proposte a livello ministeriale in tema di prevenzione dei comportamenti a rischio nei giovani, con particolare riferimento a ciò che concerne la trasmissione per via sessuale del virus HIV.

Le finalità

  • Costituzione di punti informativi in modo da poter prevedere incontri ripetuti con lo stesso bacino di fruitori; tutto ciò in considerazione della necessità di ripetere i contatti informativi. Un contatto solo viene subito dimenticato.
  • Distribuzione tramite personale educativo competente del materiale informativo prodotto e messo a disposizione dal Ministero della Sanità.
  • Sperimentazione, all'interno di queste occasioni di contatto e informazione, della possibilità di effettuare "counseling" informale ad una quota di popolazione contattata; prevedere la possibilità di informare sui servizi per test e terapie e sui Servizi in cui è possibile accedere ad un counseling più strutturato sulla tematica dei comportamenti a rischio.

Tempi dell'intervento

L'intervento, iniziato nel mese di Maggio 2000 e terminato nel mese di Settembre, è stato articolato nelle seguenti fasi:

  • Ricerca ed identificazione dei locali - rapporti con i gestori e il personale dei locali prescelti - identificazione e predisposizione del luogo nel quale effettuare il "counseling" - elaborazione e predisposizione del materiale cartaceo destinato agli educatori - breve formazione degli educatori * Tempo 1 mese *
  • Costruzione dei punti informativi "counseling" * Tempo 2 mesi *
  • Elaborazione e restituzione dei dati - verifica finale - * Tempo 2 mesi *

Luoghi d'attuazione

Il progetto ha interessato due discoteche di Milano: una centrale e una periferica

  • Il target di popolazione frequentante la discoteca centrale era costituito da giovani-adulti con un'età prevalentemente tra i 20 e i 30 anni con significativa quota di omosessuali, sia femmine che maschi, e di popolazione straniera
  • Il target di popolazione frequentante la discoteca periferica era costituito da adolescenti e giovani con prevalenza d'età tra i 18 e i 25 anni
Organizzazione attivita' Torna su

Discoteca Centrale

  • Si sono programmate 7 uscite di 5 ore ciascuna per coprire il momento di maggiore afflusso di frequentatori evitando però la sovrapposizione con le ore conclusive della notte in discoteca ( ciò allo scopo di creare contatti facilitanti nei momenti in cui non si interferiva con l'attività di divertimento), garantendo maggiore presenza nei tempi più in sintonia con gli atteggiamenti di attesa · Le giornate scelte prevedevano il giovedì e il sabato per le iniziative sui target specifici e il venerdì per la frequenza meno selettiva
    Discoteca Periferica
  • Si sono programmate 6 uscite di 5 ore ciascuna che coprivano tutto l'arco della frequenza dei clienti fino all'ora di chiusura. Una scelta, questa, rivolta a coprire la fascia d'apertura del locale la più ampia possibile perché la struttura degli spazi e delle attività rendevano possibile il movimento dei frequentatori sempre potenzialmente disponibili ad entrare in contatto con il punto informativo. · Le serate selezionate fra le più adatte per il numero più alto dei frequentatori sono state il giovedì, venerdì e sabato.
Distribuzione materiale informativo Torna su

Discoteca Centrale

  • La quantità di materiale informativo distribuito insieme ai profilattici è stato di circa 150 pezzi a serata
  • Lo stesso materiale informativo ha suscitato mediamente un buon interesse; non ci sono stati rifiuti e l'atteggiamento era di curiosità nei confronti della postazione e degli operatori
  • Avendo fatto conoscere a tutto il personale della discoteca e ad una prima quota di frequentatori entrati in contatto con gli educatori il senso della proposta di informazione si è ottenuto un effetto moltiplicatore per i contatti successivi rilevando, così, la presenza di un elevato gradimento nei confronti dell'intera iniziativa.

Discoteca Periferica

  • Tenendo conto della varietà del materiale informativo, la quantità distribuita per serata si aggirava mediamente intorno ai 500 pezzi per tipo che corrispondeva ad un numero di contatti altrettanto elevato.
  • Il clima del contatto con la popolazione più giovane rispetto al target della precedente discoteca era connotato da un atteggiamento meno razionale ma di grande familiarità con questo tipo di iniziativa e da un approccio di curiosità spontanea che facilitava domande e richieste dirette.

Per entrambe le discoteche
Gli altri fattori facilitanti il contatto iniziale con il "Punto Informativo" possono essere sintetizzati in:
a) Un adeguato allestimento del materiale informativo in un luogo sufficientemente vicino al flusso dei frequentatori in entrata per essere facilmente avvistato ma anche sufficientemente posizionato in modo da garantire un minimo di riservatezza del contatto stesso
b) La varietà dei materiale informativo
c) La piacevolezza del richiamo grafico del materiale informativo
d) L'effetto simbolico contenuto nell'offerta del profilattico
e) L'atteggiamento degli educatori modulato sia sull'offerta attiva del materiale informativo sia sull'attesa
f) L'attrattività e l'efficacia dei primi contatti
g) L'attrattiva dell'offerta del profilattico costituita dalla gratuità di un oggetto considerato "costoso" e "necessario".

Tipo di contatti

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  • La distribuzione del materiale informativo per una scelta metodologica ben precisa, cioè quella che prevede "l'offerta di informazione accompagnata attraverso relazione", è andata di pari passo con la descrizione del senso dell'iniziativa di prevenzione e con la disponibilità dichiarata ad approfondire, chiarire, ed offrire informazioni mirate alle richieste e alle "questioni" specifiche individuali · La scala descrittiva dell'attività dei contatti degli educatori con i frequentatori della discoteca si compone di 3 livelli:
Livello Descrizione Stima quantit. Disc. Centrale Stima quantit. Disc. Periferica
Solo informazione attraverso materiale cartaceo 70% 60%
Anche scambio informativo e di chiarificazione del senso dell'iniziativa 20% 25%
Anche orientamento mirato alla specificità del singolo - informazione sui servizi per esame HIV e strutture per problemi da sostanze, alcool e droghe 10% 15%

  • La tipologia prevalente dei contatti effettuati nella discoteca Centrale circa l'offerta di materiale, lo scambio informativo e l'attività di ascolto e orientamento, era contenuta in una interazione individuale mentre nella discoteca Periferica il fruitore più frequente del "punto informativo" diventava il gruppo, inteso soprattutto come piccolo gruppo amicale. Viene quindi rilevato un alto numero di scambi comunicativi tra educatore e gruppetti di interlocutori.
Commento conclusivo Torna su

La realizzazione dell'intervento a carattere prevalentemente informativo su due realtà diverse nel territorio cittadino milanese conferma quanto, in periodi abbastanza recenti, si viene ipotizzando circa la fattibilità, oltre alla riconosciuta necessità, di portare la prevenzione nei luoghi di vita delle fasce giovanili. Si attesta, dunque, una sufficiente sensibilità sociale ad accettare, dentro un contesto organizzato per finalità altre, un servizio rivolto all'educazione alla salute ed alla prevenzione dei comportamenti a rischio. Soddisfatta questa condizione preliminare che costituisce il dato di partenza per ogni tipo di progettualità ipotizzata in questo ambito, è apparso tanto più necessario, soprattutto guardando al carattere ancora sperimentale di tali iniziative, creare un monitoraggio dei punti di forza e di debolezza della azioni per costruire un sistema di linee di indirizzo e criteri di efficacia sufficienti a sostenere la progettualità. In via provvisoria e in modo sintetico, si ritiene di poter fissare una scala di orientamento che riguarda il versante dei bisogni e, quindi, del destinatario che pur nella irriducibile complessità del fenomeno, si presenta con una sua fisionomia prevalente. Ipotizzando che i comportamenti a rischio costituiscono "l'oggetto del lavoro" specifico dell'intervento, nel contesto della discoteca possono essere ricomposti in una scala dei bisogni in cui i primi tre gradini sono occupati: dall'HIV che coinvolge la totalità della popolazione giovanile, dall'uso dell'alcool che attraversa una quota meno rilevante della prima, e dall'uso di droghe che coinvolge un target ancora più specifico.

In sintesi:

HIV : TUTTI
ALCOOL : MOLTI
DROGHE : ALCUNI

Per quanto riguarda il versante risorse dell'intervento preventivo, i criteri di base che riteniamo costitutivamente qualificanti l'azione per determinare una soglia di efficacia sufficiente a rendere vantaggioso il rapporto tra costi e benefici sono:
A) LA COSTRUZIONE DI MATERIALI INFORMATIVI DIVERSI SECONDO LA SCALA SOPRAINDICATA, GRADEVOLI E DI PROVATA EFFICACIA COMUNICATIVA;
B) L'OFFERTA DEL PROFILATTICO
C) LA COSTRUZIONE DI UN'ATTIVITÀ PROMOZIONALE DELL'INTERVENTO ACCOMPAGNATA DALLA METODOLOGIA DELLA "RICERCA-INTERVENTO"
D) LA COMPETENZA SPECIFICA DEGLI OPERATORI SULL'ATTIVITÀ DI CONTATTO E AL COUNSELING INFORMALE CHE VA SOSTENUTA CON LA FORMAZIONE E CON UNA ATTIVITÀ DI SUPERVISIONE DI GRUPPO

Considerando lo sfondo complessivo del progetto di prevenzione che scaturisce dal sua carattere prevalentemente informativo come offerta fruibile dalla maggioranza dei destinatari, è ritenuto indicatore di qualità la presenza di una quota di spazi e tempi per il counseling informale sia individuale che di gruppo che può essere incrementato e messo a punto non solo a livello di progettualità ma articolato, anche in itinere, con una strutturazione sempre più robusta che richiede necessariamente tempi medio lunghi dell'intervento. Una opzione progettuale e metodologica di questa natura riteniamo risponda all'esigenza di scongiurare un rischio frequentemente connaturato agli interventi che non sono sostenuti da indicatori di valutazione degli esiti e che rischiano di creare effetti di saturazione di alcuni bisogni e di lasciare fuori dal trattamento bisogni poco o per niente espressi Riteniamo che qualsiasi ipotesi progettuale futura in questo campo debba tenere conto delle osservazioni che scaturiscono direttamente da queste due brevi esperienze peraltro supportate ampiamente dalla letteratura scientifica sulla prevenzione.