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Progetto
valutazione e formulazione percorso educativo per soggetti autistici (e
patologie assimilabili)
L'autismo
(e patologie assimilabili) è un disturbo generalizzato dello sviluppo:
sindrome che si manifesta precocemente per una serie di cause organiche
alle quali si aggiungono concomitanti psicologiche e ambientali. Le persone
che ne sono affette si sviluppano in modo diverso rispetto ai coetanei,
dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Vivono la loro crescita
inceppate da gravi deficit, che impediscono loro di apprendere spontaneamente
ciò che normalmente ogni individuo impara da chi gli vive vicino, attraverso
la relazione e la comunicazione.
Le tre aree di menomazione particolarmente colpite riguardano la relazione
sociale reciproca, la comunicazione verbale e non verbale, il repertorio
di interessi ed attività, che si presentano molto ristretti e ripetitivi.
Tali menomazioni negano alla persona autistica la capacità di comprendere
e vivere quelle relazioni che organizzano il mondo secondo significati
socialmente condivisi, oltre ad impedire la possibilità di acquisire spontaneamente
abilità pratiche, sociali, cognitive (fondamento di una vita autonoma
ed indipendente).
E' necessario predisporre, per queste persone autistiche, progetti educativi
individualizzati, che siano rispettosi delle loro caratteristiche personologiche
e che si avvalgano di strumenti adeguati ai loro modi e tempi di apprendimento.
La persona autistica è infatti pronta ad imparare solo dopo aver sviluppato
determinati prerequisiti motori e cognitivi, che vengono evidenziati attraverso
una specifica VALUTAZIONE funzionale, considerata uno dei tre pilastri
fondamentali, insieme alla corretta diagnosi e alla collaborazione con
le famiglie, per costruire un buon programma educativo. Infatti, secondo
l'approccio psicoeducativo TEACCH (trattamento ed educazione di soggetti
autistici e con handicap nella comunicazione), è solo attraverso specifiche
strategie educative che si riesce a potenziare le capacità della persona
con autismo.
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Il test "PEP-r"
è stato ideato per rispondere alla necessità di conoscere il punto di
partenza di ogni bambino con autismo, al fine di impostare la sua educazione.
Si tratta di una serie di attività di insegnamento, ordinate in base alle
difficoltà, in modo da poter individuare a quale livello iniziare il processo
di insegnamento. Si tratta di prove con un forte contenuto concreto, nelle
quali non è necessaria la competenza verbale o sociale, tranne nelle prove
che misurano in modo specifico queste abilità. Gli items del test sono
raggruppati in sette aree di sviluppo e in quattro aree comportamentali.
Le aree di sviluppo sono le seguenti:
-
imitazione (è valutata la capacità di imitare sia sul piano verbale,
sia sul piano gestuale)
- percezione
(è valutato il funzionamento delle due principali modalità sensoriali:
la percezione visiva e quelle uditiva e come queste modalità vengano
utilizzate al fine del processo di apprendimento),
- abilità
fini-motorie (è valutata la capacità di afferrare, usare le mani, il
movimento e l'uso differenziato delle dita),
- abilità
grosso-motorie (è valutata la capacità di spostarsi in modo autonomo
e di organizzare/coordinare fra loro i movimenti),
- coordinazione
oculo-manuale (è valutata la capacità di coordinare la visione con i
movimenti della mano, cioè le abilità fondamentali prerequisite alla
capacità di scrittura e di disegno),
- performance
cognitiva (sono valutate le conoscenze e la comprensione delle consegne
verbali. Le prove non richiedono l'utilizzo del linguaggio espressivo.),
- area
cognitivo-verbale (valuta le conoscenze e l'utilizzo del linguaggio
verbale. In
un'unica prova il bambino può rispondere anche con i gesti: è quella
di "richiedere aiuto").
La siglatura
di questa parte del test delinea un grafico che evidenzia quali aree di
abilità funzionano bene, permettendo al bambino di "fare" in autonomia;
quali aree sono "emergenti" e pertanto ottima base per l'insegnamento
individualizzato e quali aree sono deficitarie.
Le quattro
aree comportamentali riguardano:
- relazioni
ed affettività (è valutata l'espressione delle emozioni e la capacità
di intraprendere iniziative relazionali o di rispondere alle sollecitazioni
dell'esaminatore),
- gioco
ed interesse per il materiale (è valutata la capacità di utilizzare
in modo adeguato il materiale del test, spontaneamente o su sollecitazione),
- modalità
sensoriali (sono valutate le anomalie nell'uso delle modalità sensoriali.Ad
es: una modalità a scapito di un'altra, fissazioni, stereotipie),
- linguaggio
(sono valutate le anomalie della funzione linguistica.Ad es: inversione
di pronomi, ecolalia).
La siglatura
della Scala comportamentale fornisce la misura della severità del disturbo
autistico nel bambino.
Il test "AAPEP" non è la prosecuzione del "PEP-r" per l'età adulta: si
tratta di un altro test che valuta cose diverse. Si articola su tre Scale:
- Scala
di osservazione diretta (prevede la somministrazione di prove alla persona
autistica)
- Scala
familiare (prevede intervista ai familiari)
- Scala
scolastico-lavorativa (prevede intervista agli Insegnanti/Educatori
che hanno in carico la persona autistica).
La somministrazione
delle tre Scale permette di effettuare un confronto fra ciò che il soggetto
è in grado di fare all'interno del suo ambiente quotidiano e ciò che invece
è in grado di fare all'interno di un setting strutturato, ma per il quale
non ha nessuna familiarità.
In ciascuna delle tre scale sono considerate sei aree di funzionamento:
- abilità
lavorative (è valutato il possesso di abilità specifiche per portare
a termine attività professionali.Ad es: abbinare oggetti, contare, usare
attrezzi),
- funzionamento
autonomo (è valutata la cura della propria persona, il sapersi muovere
nel proprio ambiente, orientarsi nello spazio e nel tempo),
- tempo
libero (è valutata l'abilità nell'intraprendere e mantenere alcune attività
per il tempo libero e la capacità di sapersi organizzare in modo piacevole
e socialmente accettabile nei periodi non impegnati in altre attività),
- comportamento
lavorativo (è valutata la capacità di impegno autonomo in un'attività
e di sapersi adattare al variare delle condizioni ambientali e di saper
lavorare in gruppo),
- comunicazione
funzionale (sono valutate le minime abilità comunicative che servono
per vivere in ambiente domestico e lavorativo. Ad es: comprensione di
semplici istruzioni, capacità di comunicare i bisogni di base),
- comportamento
interpersonale (sono valutate le minime abilità sociali che servono
per vivere in ambiente domestico e lavorativo. Ad es: capacità di avere
interazioni con persone note o sconosciute; il comportamento all'interno
di un gruppo, la capacità di non arrecare disturbo).
Ogni area
prevede otto items da indagare, inoltre nella Scala di osservazione diretta
è previsto un ulteriore livello di valutazione, gerarchicamente superiore,
composto da quattro prove per ognuna delle sei aree esaminate. Il punteggio
per ogni items è attribuito, come nel "PEP-r", secondo i criteri di "RIUSCITO,
EMERGENTE, FALLITO": modalità fondamentale per l'impostazione del progetto
educativo. Sulla base dei dati raccolti viene stilato il Profilo Funzionale
della persona esaminata, con indicazione delle aree prioritarie di intervento.
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La VALUTAZIONE
del livello di sviluppo della persona autistica, registrando le capacità
nelle diverse aree esaminate, delinea un profilo di sviluppo, punto di
partenza per costruire il programma educativo individualizzato (PEI).
Il PEI deve tener conto non solo degli elementi evidenziati nella valutazione,
ma anche delle priorità della famiglia, in modo da affrontare ciò che
appare più urgente, tenendo anche conto delle predisposizioni del soggetto,
al fine di aumentare la sua motivazione ad apprendere. Il lavoro educativo
va inoltre contestualizzato in un progetto più ampio, volto alla crescita
globale della persona autistica e alla generalizzazione degli apprendimenti
in tutti i contesti della sua vita.
Scopo del programma TEACCH è infatti di favorire lo sviluppo dell'individuo,
la sua integrazione sociale e l'autonomia, in modo che possa vivere in
un contesto meno segregante possibile e possa gestire al meglio la propria
vita quotidiana.
L'apprendimento del soggetto autistico è reso più agevole adattando l'ambiente
alla persona: questa, infatti, a causa del deficit di comunicazione e
della "cecità sociale" ha bisogno di una strutturazione dello spazio fisico
e del tempo, evidenziando punti di riferimento visibili e concreti, per
rendere l'ambiente il più possibile comprensibile e prevedibile, in vista
di un miglior apprendimento e dell'esercizio indipendente dei propri compiti.
Anche il materiale di lavoro va strutturato in modo chiaro, utilizzando
un'agenda giornaliera delle attività e uno schema di lavoro con immagini
visive, che illustrino le varie tappe dei compiti da eseguire e le modalità
da utilizzare.
E' poi importante "rinforzare" le prestazioni della persona autistica
con ricompense adeguate ad ogni singolo caso (dalla caramella alla carezza
alla lode ), al fine di sostenere la sua volontà di fare: è difficile,
infatti, che inizialmente comprenda per quale motivo debba eseguire dei
compiti. La gratificazione è finalizzata al miglioramento del senso di
autostima.
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