Dai segnali precoci all’invio: come riconoscere i primi segnali e orientare le famiglie nel percorso diagnostico-terapeutico

Martedì 10 novembre – Incontro rivolto a tutti i pediatri di Milano e Provincia (sottotitolo)

1. Da quale bisogno è nata l’idea di organizzare questo incontro con i pediatri?

L’idea nasce dalla necessità di costruire un ponte operativo e una rete di alleanza clinica con i Pediatri di Libera Scelta, che rappresentano il primo e fondamentale punto di contatto per la salute dei bambini nel territorio. Nell’attività clinica quotidiana riscontriamo spesso frammentazione nei passaggi, dubbi sulle corrette procedure d’invio e difficoltà nel gestire la comunicazione del sospetto con i genitori. L’incontro nasce quindi per fare chiarezza sui percorsi (differenziando l’iter per i diversi disturbi del neurosviluppo) e per offrire ai pediatri strumenti di screening pratici (come la M-CHAT nel caso del Disturbo dello Spettro Autistico) e un canale diretto di confronto con la nostra equipe.

2. Perché è importante riconoscere precocemente i segnali di un possibile disturbo del neurosviluppo?

La tempestività nel riconoscimento dei segnali precoci è determinante perché intercetta la finestra di massima neuroplasticità cerebrale nei primi anni di vita. Intervenire precocemente — attraverso strumenti di screening validati come la M-CHAT tra i 18 e i 24 mesi per l’Autismo o l’analisi dei prerequisiti per i DSA — consente di avviare percorsi riabilitativi che modificano favorevolmente la traiettoria evolutiva del bambino, prevenendo l’intensificarsi delle difficoltà relazionali, linguistiche o scolastiche, e riducendo il carico di frustrazione ed esternalizzazione del disagio.

3. Quali sono le principali difficoltà che le famiglie incontrano tra il primo sospetto, la valutazione diagnostica e l’avvio di un percorso terapeutico?

Le famiglie vivono spesso un vero e proprio “disorientamento procedurale” caratterizzato da tre grandi ostacoli:  L’impatto emotivo e la solitudine: Passare dal primo sospetto alla consapevolezza richiede un accompagnamento empatico ma chiaro; senza un supporto adeguato, i genitori rischiano la negazione o la paralisi. Nel passaggio alla piena consapevolezza è anche importante supportare i genitori nel processo di comprensione del funzionamento dei loro figli, affinché riescano ad accoglierlo, rispettarlo, e vivere serenamente la quotidianità.  I lunghi tempi d’attesa: Le liste d’attesa del canale pubblico (UONPIA) rischiano di far perdere mesi preziosi per l’avvio del trattamento.  La burocrazia e la complessità degli iter: C’è molta confusione tra cosa sia una valutazione di neurosviluppo generale, e cosa sia unadiagnosi DSA accreditata e riconosciuta ai fini della Legge 170/2010 per la scuola.

4. In che modo gli ambulatori Bolle Blu di Cascina Bianca possono accompagnare i bambini e le loro famiglie?

I centri clinici Bolle Blu (presenti a Cernusco sul Naviglio, Corsico e Milano Figino) offrono una presa in carico globale, integrata e più rapida rispetto ai Centro Pubblici Territoriali:

  • Accoglienza della richiesta rapida: Accoglienza immediata della domanda della famiglia.
  • Valutazione diagnostica integrata: Avvio in tempi rapidi di una valutazione specialistica dei Disturbi del Neurosviluppo. La nostra valutazione è orientata in generale a tutti i disturbi, ma specializzata in particolare nella valutazione delle neurodivergenze.
  • Equipe Accreditata DSA: Autorizzata per la valutazione e il rilascio della Prima Certificazione Diagnostica valida ai fini scolastici (L. 170/2010).
  • Interventi riabilitativi su misura: o Per il Disturbo dello Spettro Autistico:
    – Interventi psicoeducativi (individuali e di gruppo), logopedia e supporto psicologico dedicato ai ragazzi di Livello 1.
    – Per i DSA: Potenziamento cognitivo, della letto-scrittura/linguaggio e lavoro strategico sul metodo di studio e sugli strumenti compensativi.
  • Presa in carico diretta: Possibilità di accogliere immediatamente per l’intervento anche bambini che giungono in ambulatorio con una diagnosi o indicazione terapeutica già formulata.

5. Quale messaggio vorremmo lasciare ai pediatri che parteciperanno all’incontro?

Il messaggio chiave è: “Non siete soli nella gestione del sospetto diagnostico e della famiglia.” Vogliamo far sapere ai pediatri che il Centro Bolle Blu non si propone semplicemente come un servizio esterno a cui delegare un paziente, ma come un partner clinico di prossimità. Insieme possiamo trasformare il momento critico dalla comunicazione dei primi segnali in un percorso fluido, trasparente e tempestivo, garantendo continuità di comunicazione tra ambulatorio pediatrico, equipe diagnostica e famiglia.